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60 x 60 cm

Tecnica mista su tela

 

 

"All’inizio erano fiori, poi sono diventati qualcos’altro.

Sono il senso della bellezza e della fragilità della vita, della potenza e della

caducità dell’esistenza.

Mi piace dipingere semplici fiori di campo che ingrandisco per mostrare la loro

straordinaria architettura di cui pochi hanno la percezione.

I fiori non sono solo macchie di colore che ravvivano il paesaggio o forme

eleganti e profumate da mettere in un vaso per decorare la sala da pranzo.

Sono potenti segnali sessuali della natura per permettere l’impollinazione e

quindi la riproduzione della vita.

 

Non si può possedere un fiore senza ucciderlo.

Le mie opere non sono nature morte, sono nature vive.

I miei fiori non sono recisi ma mostrati in un attimo di vita.

La mia ricerca di vibrazioni e interferenze come schizzi, colature, sfocature,

nasce dalla mia necessità di non controllare completamente il lavoro, è come se

non fossi solo a dipingere, come se insieme a me ci fosse qualcosa o qualcuno

che interviene e rende il tutto stupefacente e spirituale.

 

Questo rende vive le opere che continuano a dialogare con chi le guarda anche

dopo tantissimo tempo. Ogni volta un particolare, una vibrazione cromatica

racconta una nuova storia.

 

I miei lavori sono “cangianti” non solo per l’utilizzo di pigmenti metallici che

cambiano l’effetto in base alla luce e allo sguardo, ma anche perché

concettualmente sono opere astratte nascoste dietro una figura riconoscibile.Le mie farfalle leggere e trasparenti ci ricordano la fragilità della bellezza e la

connessione di tutti gli esseri viventi, legati da un’energia potente e invisibile.

 

Per la “teoria del caos”, la metafora della farfalla ci dice che lo spostamento di

molecole in un battito d’ali può provocare un uragano a migliaia di chilometri di

distanza.

Il rumore dei fiori è un paradosso che ci premette di vedere quello che c’è “al di

là” della rappresentazione figurativa.

 

Il mio lavoro è un invito a fermarsi e apprezzare le piccole cose, che piccole non

sono, e un invito alla positività come la vita che rinasce sempre.

Il mio desiderio è creare segni di speranza in un mondo immerso in ingiustizie e

tragedie e forse, oggi, dipingere fiori, è un atto rivoluzionario.

 

MASSIMO BARLETTANI

 

 

Barlettani da sempre, sia come artista sia come professionista della

comunicazione, ha fatto della creatività e dell’estetica il proprio credo. La sua

ricerca artistica si è sviluppata con un percorso che dalla pittura astratta si è

evoluto in una ridefinizione figurativa di elementi iconici in particolare figure

femminili ed elementi naturali.

 

“L’evidenza è che i fiori sono l’oggetto più spettacolare del creato. - Afferma la

critica d’arte Alessandra Redaelli riguardo il lavoro di Massimo Barlettani - E

come tali hanno il potere immenso di comunicare qualcosa che va molto oltre la

bellezza e che passando attraverso il sublime tocca in noi corde profondissime.

Perché della loro bellezza, come per l’arte, è parte inscindibile la loro unicità. E

perché al loro potere evocativo è consustanziale la fragilità.

Non si può possedere un fiore senza tradirne la natura libera. Possedere un fiore

significa reciderlo. E ucciderlo. Eros e Thanatos pulsano in profondità dentro

questo oggetto così delicato, seducente, profumato, leggero, fuggevole,

ricordandoci ogni volta come gli equilibri della nostra vita e delle nostre relazioni

siano precari.

Sesso, amore, bellezza, vita e morte, dunque. Ecco ciò che sta racchiuso

dentro questo preciso incrocio di petali, dietro l’intricato scorrere delle venature,

dietro quello che evidentemente resta – in assoluto – uno dei soggetti più amati

dagli artisti.”

Beyond - Massimo Barlettani

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