Due sculture dedicate alla cultura del vino, nate da un confronto diventato commissione. Con Retrofuture Bottle, Federico Bernardi, in arte Bernard, porta avanti la ricerca retrofuturista a cui lavora da oltre un anno. La realizzazione ha richiesto tre mesi: dal progetto digitale alle forme in schiuma poliuretanica, rivestite in cemento e lavorate sulla superficie.

Le due bottiglie si distinguono per forma ed etichetta: Merlot e Cartizze. Sono riconoscibili al primo sguardo, ma la loro materia invita a fermarsi. Il bianco tiene insieme volume, scritte e rilievi; la luce mette in evidenza fenditure, cavità e parti più compatte. Da un lato all’altro, la superficie cambia e ogni vista aggiunge un dettaglio.

Il lavoro sulla materia

Bernard parte da una forma progettata digitalmente. La costruisce in schiuma poliuretanica e la riveste di cemento. Poi arriva il passaggio che considera più delicato: intervenire sulla materia fino a dare a ciascuna scultura un’identità propria. «È la fase in cui ogni mia scultura prende vita», racconta l’artista. Tecnica, occhio e pazienza guidano i segni che attraversano le bottiglie.

Le fotografie laterali e posteriori mostrano che la lavorazione non si ferma all’etichetta. Le fratture continuano intorno al volume; alcuni tratti emergono, altri sembrano consumati. Guardare le opere da più angolazioni permette di seguire queste scelte e di cogliere il rapporto tra le zone intatte e quelle segnate.

Vista posteriore della scultura Merlot di BernardVista laterale della scultura Cartizze di Bernard

Un oggetto familiare, un altro tempo

La bottiglia appartiene ai gesti quotidiani del vino: scegliere, conservare, aprire e condividere. Nelle mani di Bernard mantiene i suoi elementi riconoscibili, mentre la superficie suggerisce una durata difficile da collocare. È una lettura che nasce dalle opere: sembrano oggetti familiari osservati dopo un tempo immaginario.

Il progetto è nato da un dialogo trasformato in una commissione privata per una casa. Non serve conoscere il committente per vedere il risultato di quell’incontro: due nuove opere che affrontano un soggetto preciso senza perdere la continuità con la serie retrofuturista di Bernard. Come dice l’artista, ogni scultura aggiunge un tassello a una storia ancora da raccontare.

Per approfondire la ricerca di Bernard, leggi anche il nostro articolo sulle opere entrate nella Collection Barza.